Bollettini

UNA VOCE TUTTA CAMOGLIESE

Il bollettino “La Madonna del Boschetto” è nato un secolo fa, nel maggio 1914,  come organo del Comitato costituitosi qualche mese prima con la finalità di ingrandire – in vista della ricorrenza del quarto centenario dell’apparizione – il celebre santuario mariano di Camogli: abbandonata ben presto, anche a causa dei sopraggiunti eventi bellici, tale sua originaria funzione, divenne in breve tempo una sorta di catalizzatore dell’identità cittadina.  Da semplice portavoce di una devota iniziativa, infatti, esso si trasformò gradualmente per tutti i lettori – vicini e lontani, credenti e non – in una vera e propria rivista e la sua lettura divenne l’opportunità di un incontro con la vita dell’intera comunità, assumendo le sue pagine talora anche un importante ruolo di collegamento con i numerosi concittadini residenti all’estero.

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Tempo fa è stato giustamente definito l’unica voce tutta camogliese che – senza interruzioni di sorta – ha accompagnato per decenni, pur mutando di volta in volta la propria periodicità, la vita di Camogli, passando indenne anche attraverso due guerre mondiali.  A partire dal 1915 iniziò ad esempio la pubblicazione – in un’apposita rubrica – di quei necrologi che in seguito hanno spesso rappresentato il punto di partenza di tante ricerche genealogiche e storiche.  Già nell’ormai lontano 1939 – mentre se ne celebrava il xxv anniversario di fondazione –  in un articolo intitolato “La storia camogliese e il bollettino del santuario”, era stato quasi profeticamente osservato: “Il Bollettino non conosce interruzioni. … Le rievocazioni storiche, gli studi di ricerca sono pubblicati largamente su queste ospitali colonne, ogni numero contiene qualche rara notizia che è apprezzata sommamente dai camogliesi che amano la fulgida storia della loro città. A distanza di parecchi lustri la consultazione di esso sarà una miniera preziosa di notizie ricercatissime dagli studiosi della nostra storia”.

Figura chiave nell’evoluzione del Bollettino fu quella del rettore mons. Giacomo Crovari (1885 – 1979) il quale già a far tempo dal 1930 – anno d’avvio della sua lunga permanenza al santuario del Boschetto – trasfuse nella pubblicazione l’entusiasmo e l’esperienza dei suoi giovanili esordi nel giornalismo.  Le tante migliorie d’impostazione, d’impaginazione e di stampa volute da pré Nin si accompagnarono così agli amichevoli quanto validi contributi di alcuni suoi collaboratori, come l’erudito don Nicolò Lavarello (1873 – 1934), il fondatore del museo marinaro Gio. Bono Ferrari (1882 – 1942), l’avvocato G. B. Prospero Gardella (1892 – 1984), i pubblicisti Dario Umberto Razeto (1889 – 1968) e José Crovari (1910 – 1996), cui nel tempo si affiancarono e seguirono il comandante Silvio Caccaos (1907 – 1983), il poligrafo Mino Castrogiovanni (1923-1998), lo studioso olivetano padre Andrea Figari (1922 – 1999) ed ancora il musicologo Dante Rabitti (1922 – 2002), per non citarne che i più assidui ed  i più noti tra gli scomparsi.

(G. B. Roberto FIGARI)

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